questo blog, chiude, si autosospende, si dimentica di esistere, fate un po' voi.
era nato un anno fa su jubiiblog, la piattaforma di lycos, per fare controinformazione e ogni tanto parlare di me. era un blog in cui si parlava di piazza Fontana, di noglobal e di G8, di Placanica e di Giuliani, ma anche del Giappone che sta costruendo l'atomica quanto e più dell'Iran, ma loro possono perché non sono musulmani, eccetera, eccetera, eccetera. Ho provato a fare il piccolo grillo sparlante, qualcuno mi ascoltava, qualcun altro no.
poi sono passato su splinder, e più o meno nello stesso periodo sono successe molte cose nella mia vita privata, quasi tutte drammatiche, quasi tutte irrecuperabili. E inevitabilmente sono finite qui, come è finita qui una mia naturale tendenza a fare il giullare, il comico, l'improvvisatore.
Non è questo quello che volevo, e credo che nessuno sentisse il bisogno di un altro blog autoreferenziato, dove uno stronzo qualunque racconta i fatti suoi sentendosi un po' più importante. e se riesce a raccontarli con verve, magari ci scappa anche un rimorchio. Niente di tutto questo mi interessa, tantomeno un rimorchio. Odio il virtuale e tutto quello che gli è collegato. Questo era il mio giornale online, ma non ho più le risorse per tenerlo.
Ho i cocci di una vita vera da tenere insieme, e ho davvero bisogno di ogni piccola risorsa.
Quindi, per tutti quelli che mi conoscono e ne hanno voglia, ci vediamo là fuori.
luca
due strofe mi rimbombano nella mente, tra le lacrime di ieri e di oggi.
(quante lacrime? Sette.)
una è Ruggeri, Americano medio: "perché io ho paura, sto morendo di paura,
non capisco la paura che hai di me..."
l'altra è Venditti, Amici mai: "certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano"
e penso che amo te e Ruggeri, mentre Venditti mi ha (quasi) sempre fatto schifo.
ora mi ritrovo a sperare che avesse ragione.
Ah, dimenticavo: quella strofa è di Natale, Francesco De Gregori.
C'è la luna sui tetti e c'è la notte per strada
le ragazze ritornano in tram
ci scommetto che nevica, tra due giorni Natale
ci scommetto dal freddo che fa.
E da dietro la porta sento uno che sale
ma si ferma due piani più giù
un peccato davvero ma io già lo sapevo
che comunque non potevi esser tu
E tu scrivimi, scrivimi
se ti viene la voglia
e raccontami quello che fai
se cammini nel mattino e ti addormenti di sera
e se dormi, che dormi e che sogni che fai.
E tu scrivimi, scrivimi per il bene che conti
per i conti che non tornano mai
se ti scappa un sorriso e ti si ferma sul viso
quell'allegra tristezza che ci hai
Qui la gente va veloce ed il tempo corre piano
come un treno dentro a una galleria
tra due giorni è Natale e non va bene e non va male
buonanotte torna presto e così sia.
la casa editrice Cda&Vivalda mi manda per recensione l'autobiografia di Erik Weihenmayer, alpinista statunitense diventato cieco durante l'adolescenza per un distacco di retina.
Il libro si intitola In vetta a occhi chiusi ed è straordinario:
quest'uomo ha scalato l'Aconcagua, il Kilimangiaro, l'Everest senza vederci (e senza vederLi).
Io però non riesco a non pensare al povero cane lupo in cordata.
il claim di una rivista in edicola recita "Your life updated".
io a malapena riesco a finire il download...