Sulfureo is online

trovo molto interessante la mia parte intollerante. ma anche tutte le altre parti, a essere sincero.

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"Vorrei poter morire cosi', una sera, sotto un cielo rilucente di rosa, dicendo una buona battuta per una bella causa."

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giovedì, 31 maggio 2007

Cappuccio e brioche

Ivan è un caro amico. Ha un paio d'anni meno di me e si sposa a ottobre.
E' una persona estremamente coerente, pacifica, caparbia e molto paziente.
Però Ivan ha una teoria. Se sei al bar, con il tuo cappuccino davanti, e un altro cliente inzuppa la sua brioche nel tuo cappuccino, tu ti incazzi. Molto. Non importa se chi lo fa è un tuo amico in vena di scherzi, o un estraneo. Non importa se ho bevuto metà cappuccino e mi sono allontanato per prendere il giornale. E' il mio cappuccino, quindi prima o poi torno a finirlo. Non importa neppure il fatto che il mio cappuccino costa un euro o poco più. E' il gesto, che non sta bene.

A questo punto, prosegue la teoria di Ivan, ci sono due strade.
Se anche tu hai un cappuccino davanti, anch'io inzuppo la mia brioche nel tuo,
e amici come prima. Ma se non ce l'hai...
Se non ce l'hai ha un problema.
Un grosso problema.

Morale?
La morale, dice ivan, è che prima di inzuppare la tua brioche nel cappuccino di un altro devi pensare alle conseguenze. Pensarci prima. Perché dopo è tardi.

Come dite? E' ovvio?
Mah... a quanto pare no.
Non per tutti.
postato da: sulfureonline alle ore 11:19 | link | commenti (16)
categorie: citazioni coltealvolo
lunedì, 28 maggio 2007

Il dado è gettato.

RisikoUna vittoria e due secondi posti
su tre partite.

Cinque vittorie su dodici
per la squadra di Milano.

posto ai campionati nazionali
a squadre di Risiko! di Firenze.

trofeo di Risiko! in bacheca.
postato da: sulfureonline alle ore 11:32 | link | commenti (5)
categorie:
giovedì, 24 maggio 2007

Non mi avrete mai come volete voi

Spesso capita che i contatti tra individui, all'interno di chat e blog, siano esclusivamente virtuali. A volte capita che questi contatti diventino reali - e tra l'altro a me sembra molto più normale del precedente caso...
Ma cosa succede quando qualcuno che ti conosce di persona scopre il tuo blog, il tuo alter ego virtuale, il tuo avatar? È una domanda interessante. Che cosa vedrà di diverso dall'immagine che ha di te? E che cosa sarà più vero, quello che eri per lui prima, o quello che sei qui? Più semplicemente, quanto siamo veri qui dentro? quanto siamo capaci di raccontarci, metterci in discussione, evidenziare gli argomenti che più ci stanno a cuore? quanto siano letterari, costruiti, seducenti o seducibili online? e quanto nella vita reale, anzi, più reale?

Alcuni blog sono monotematici, oppure sottolineano solo un aspetto della propria personalità, o una passione più intensa delle altre. Altri blog sono personalistici fino al parossismo, altri asettici. Alcuni sono schizofrenici, compulsivi, altri nonsense.
Altri ancora soddisfano un desiderio di trasgressione e di erotismo assenti nella vita reale, per moralismo, convenzioni sociali, repressione e inadeguatezza fisica (difficile solleticare la libido altrui se porti una 52, sei sudaticcio e hai l'acne).
In tutte queste stuazioni il blog è nostro, ci siamo noi dentro, senza dubbio. Ma a pezzi, a fette più o meno spesse, saporite, invitanti.

Qualcuno di recente mi ha detto "è più facile fare la parte dell'amante di un estraneo, che di un amico". Siamo sempre condizionati da chi abbiamo di fronte. Chi non ti conosce non ti giudica, ti scopre. Mentre chi ti conosce ha una sua opinione di te cui paradossalmente ti adegui, per semplicità. E finisci per somigliare di più all'immagine che lui ha di te. Pensate alla vostra vita sessuale, e a come la immagina la vostra mamma, per esempio...

Uno, nessuno e centomila. Citare Pirandello è fin troppo facile. Io sono un blogger, un giornalista, un appassionato di wrestling, un attore dilettante, un giocatore di risiko, un puttaniere, un figlio di puttana, un noglobal. Filosofo, fisico, poeta, uomo d'armi, musicista, trasvolatore di spazi e gran polemista. Amante, ma per conto d'altri. Ognuno si scelga il lato del piatto che preferisce, per carità. La fetta di torta con la guarnizione che più gli fa gola. Ma io resto io. chiamatemi luca o chiamatemi sulfureo, poco importa:
siamo tutti molto più complicati di un nome.
postato da: sulfureonline alle ore 14:48 | link | commenti (20)
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mercoledì, 23 maggio 2007

...

ci sono giorni in cui si sente un irrefrenabile bisogno di scoppiare a piangere poggiati alla spalla di qualcuno, e poi addormentarsi in quella posizione.

E a chi sempre e comunque vuole sapere perché,
io rispondo non chiedetemi il motivo.
chiedetemi se potete essere quella spalla.

vi abbraccio.
postato da: sulfureonline alle ore 16:32 | link | commenti (2)
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martedì, 22 maggio 2007

All'ombra di Ostuni

CoraleMaurizio da Genova, La corte di Taranto, XI secolo circa.
Autoscatto su digitale.

Realizzato in quel di Brunate (Co), questo capolavoro è oggi custodito nell'archivio fotografico della Torre del Naviglio (vedere links).

Perché a noi Botticelli ci fa una pippa.
postato da: sulfureonline alle ore 12:21 | link | commenti (6)
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domenica, 20 maggio 2007

C'era una volta...

un supermercato, che sorgeva nel quartiere dove sono nato. Siccome il supermercato era molto vicino ai Giardini pubblici, quasi sempre, dopo aver giocato a calcio, andavamo a prendere qualcosa da mangiare e da bere lì. Una coca cola, una focaccia, un thé Fidel.
Poi ci siedevamo accanto alla porta, sulla sinistra, dove l'ingresso del supermercato si allargava sul parcheggio interno della palazzina accanto. Il portinaio ci odiava: non abbiamo mai dato fastidio né fatto schiamazzi, ma credo abbia sempre pensato che fossimo un branco di drogati. a volte usciva con la scopa per farci andare via, furibondo, gridando bestemmie. Noi non gli abbiamo mai dato retta, né risposto male, come forse sperava per passare alle vie di fatto.
Facevamo quattro chiacchiere, a volte organizzavamo la serata (bowling o biliardo? biliardo o bowling?) e poi tornavamo a casa. Eravamo io, guffa, bolo, magno, fizio, andrea, luca e gianlu.
Finite le superiori, abbiamo conservato questa abitudine, e spesso capitava di ritrovarci fuori dal supermercato alle 7 di sera, tornando dal lavoro. Non ci siamo mai dati appuntamento, allora non usavamo i telefonini in modo maniacale. Però c'eravamo quasi sempre, e quasi tutti. Era il nostro quartiere. I nostri giardini, il nostro supermercato.

Ora guffa vive altrove e ci siamo persi di vista, bolo ha avuto una bambina e si è sposato, magno sta in via Padova o almeno credo, andrea mi dicono conviva con la sorella di fizio, che per anni aveva sfanculato perché "è troppo brutta per me". Di Fizio non so più nulla. Ogni tanto vedo ancora luca e gianlu, anche se luca si è trasferito fuori Milano e ha una casa, una donna e un supermercato nuovo, immagino.
Da qualche mese me ne sono andato anch'io. Resta solo gianlu nel nostro quartiere. Il quartiere dove siamo nati (pochi tra noi, in verità) e cresciuti (tutti), il quartiere dove siamo diventati amici. Io spero che se ne ricordi, quando passerà dal supermercato, di quando ci trovavamo lì. Di quando eravamo amici, come si può esserlo solo a vent'anni.
Io me lo ricordo.

Se vedete un ragazzo uscire dal supermercato con gli occhi lucidi, non guardatelo male. Potrei essere io.

postato da: sulfureonline alle ore 03:43 | link | commenti (11)
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giovedì, 17 maggio 2007

Affittasi.

A.A.A affarone a Brescia! Per improrogabili impegni del locatario del piano superiore,
villa
ristrutturata in periferia, due piani, bifamiliare, si affitta oggi allo stesso prezzo chiesto inizialmente per il solo piano terreno, libero dall'agosto del 2005.
La villa è arredata e in ottime condizioni, solo il garage avrebbe bisogno di una ripulita.

No tel, mail guglielmo.gatti@cantonmombello.it
postato da: sulfureonline alle ore 11:05 | link | commenti
categorie: ilbicchiere mezzopieno