Una vittoria e due secondi posti
Maurizio da Genova, La corte di Taranto, XI secolo circa. un supermercato, che sorgeva nel quartiere dove sono nato. Siccome il supermercato era molto vicino ai Giardini pubblici, quasi sempre, dopo aver giocato a calcio, andavamo a prendere qualcosa da mangiare e da bere lì. Una coca cola, una focaccia, un thé Fidel.
Poi ci siedevamo accanto alla porta, sulla sinistra, dove l'ingresso del supermercato si allargava sul parcheggio interno della palazzina accanto. Il portinaio ci odiava: non abbiamo mai dato fastidio né fatto schiamazzi, ma credo abbia sempre pensato che fossimo un branco di drogati. a volte usciva con la scopa per farci andare via, furibondo, gridando bestemmie. Noi non gli abbiamo mai dato retta, né risposto male, come forse sperava per passare alle vie di fatto.
Facevamo quattro chiacchiere, a volte organizzavamo la serata (bowling o biliardo? biliardo o bowling?) e poi tornavamo a casa. Eravamo io, guffa, bolo, magno, fizio, andrea, luca e gianlu.
Finite le superiori, abbiamo conservato questa abitudine, e spesso capitava di ritrovarci fuori dal supermercato alle 7 di sera, tornando dal lavoro. Non ci siamo mai dati appuntamento, allora non usavamo i telefonini in modo maniacale. Però c'eravamo quasi sempre, e quasi tutti. Era il nostro quartiere. I nostri giardini, il nostro supermercato.
Ora guffa vive altrove e ci siamo persi di vista, bolo ha avuto una bambina e si è sposato, magno sta in via Padova o almeno credo, andrea mi dicono conviva con la sorella di fizio, che per anni aveva sfanculato perché "è troppo brutta per me". Di Fizio non so più nulla. Ogni tanto vedo ancora luca e gianlu, anche se luca si è trasferito fuori Milano e ha una casa, una donna e un supermercato nuovo, immagino.
Da qualche mese me ne sono andato anch'io. Resta solo gianlu nel nostro quartiere. Il quartiere dove siamo nati (pochi tra noi, in verità) e cresciuti (tutti), il quartiere dove siamo diventati amici. Io spero che se ne ricordi, quando passerà dal supermercato, di quando ci trovavamo lì. Di quando eravamo amici, come si può esserlo solo a vent'anni.
Io me lo ricordo.
Se vedete un ragazzo uscire dal supermercato con gli occhi lucidi, non guardatelo male. Potrei essere io.