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trovo molto interessante la mia parte intollerante. ma anche tutte le altre parti, a essere sincero.

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"Vorrei poter morire cosi', una sera, sotto un cielo rilucente di rosa, dicendo una buona battuta per una bella causa."

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venerdì, 30 novembre 2007

La gola e la lingua

ma le anoressiche toscane si mangiano la C?
postato da: sulfureonline alle ore 10:01 | link | commenti (3)
categorie:
giovedì, 29 novembre 2007

Propaganda

Quando una guerra finisce, le bugie dei vinti vengono smascherate.

quelle dei vincitori diventano Storia.
postato da: sulfureonline alle ore 11:29 | link | commenti (5)
categorie: citazioni coltealvolo
martedì, 27 novembre 2007

Amici degli amici

Il ministro Mastella contro la fiction Il capo dei capi:
"Non l'ho vista, ma alcuni amici fidati mi hanno detto che è diseducativa.
Preferirei che la Rai lo sospendesse."

Agli amici di Mastella probabilmente non piace il finale, con l'arresto del boss.
Scoraggia i giovani.
postato da: sulfureonline alle ore 14:52 | link | commenti
categorie:
lunedì, 26 novembre 2007

Italiani brava gente

Vernacoliere

Vignetta tratta dal numero di Novembre 2007 de Il Vernacoliere,
mensile di satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano
www.vernacoliere.com
postato da: sulfureonline alle ore 10:36 | link | commenti (4)
categorie: polemizzo, lafaccia come ilculo
lunedì, 19 novembre 2007

Lettera aperta a Luigi Spaccarotella

Caro Luigi, spero mi perdonerai se ti do del tu, ma il lei in certe circostanze mi suona spiacevolmente formale, e allontana le persone. Il mio tu è una forma di vicinanza,
non una mancanza di rispetto.
Sei accusato di omicidio volontario, un reato già di per sé gravissimo, che risulta ancor più inaccettabile perché compiuto nell'esercizio delle tue funzioni, quella di agente di polizia.
Caro Luigi, tu sei un poliziotto, e senza retorica il tuo compito è far rispettare la legge e proteggere la vita delle persone. Domenica scorsa invece è successo qualcosa di inaspettato e di incomprensibile e, al contrario, tu una vita l'hai tolta.

A suo tempo, io difesi Mario Placanica, giovane terrorizzato dentro una camionetta della polizia, nel posto sbagliato al momento sbagliato, e con in mano un'arma che non aveva la freddezza per usare. E Mario uccise un ragazzo come lui, Carlo Giuliani, perché quando l'uomo con l'estintore incontra l'uomo con la pistola, l'uomo con l'estintore è un uomo morto.
Vedi, io non credo che Carlo meritasse di morire, semplicemente perché credo che nessuno meriti di morire, e nessuno di noi abbia il diritto di togliere la vita a qualcuno. Però Giuliani meritava di essere arrestato, processato e con ogni probabilità condannato per la devastazione che, come altri, portò a Genova. Un reato in fondo da poco, per il quale nessuno vorrebbe la pena di morte. Invece Carlo Giuliani è morto.

Anche Gabriele Sandri è morto, ma Gabriele non aveva un'estintore in mano. Non stava distruggendo l'autogrill, non stava minacciando la vita tua, né di nessun altro: Gabriele era in auto, qualcuno sostiene dormisse, ma ne dubito, e stava andando allo stadio. Magari anche per fare a botte e lanciare sassi, ma io aborro la guerra preventiva, figuriamoci l'omicidio preventivo.

Luigi, io so che tu sei un servitore dello Stato, ma so anche che sei un tiratore scelto. E' scritto nel tuo curriculum. Tutti commettiamo sbagli nella vita, piccoli e grandi. Tu purtroppo domenica scorsa non hai sbagliato. Hai preso la mira e hai sparato, e hai sparato ad altezza d'uomo, hai sparato alla testa. Ci sono due testimoni a confermarlo.
Luigi, tu ti sei rovinato la vita, e hai rovinato quella di una famiglia, e sappiamo entrambi che non si può tornare indietro. Ma ti chiedo, in nome di quello Stato e di quella legge che tu hai giurato di servire, basta con le cazzate. Basta con le versioni zoppicanti da entrambe le gambe. Basta con le bugie. Il colpo non ti è partito accidentalmente, né mentre correvi (prima versione) né mentre ti segnavi il numero di targa dell'auto di Gabriele (seconda versione). Tu hai mirato, e hai sparato.
Ti prego, dicci perché. Cosa ti avevano detto? Chi pensavi di dover fermare? Credevi ci fosse scappato il morto, nella rissa? Hai pensato a una rapina? Hai voluto fare l'eroe, o peggio ti sei sentito finalmente come Mel Gibson in Arma letale? Diccelo.
La verità non può più farti male, ma almeno ti salverà l'onore. Se qualcuno ti ha fatto credere o pensare di dover sparare, è giusto che paghi, perché è responsabile quanto te.
Non lasciare che la vicenda sia strumentalizzata. Qui non è una questione legata al calcio o agli ultrà, alla sinistra iper-garantista o alla destra forcaiola. E' una questione di dignità. La dignità non è di destra né di sinistra.
Non dar retta agli avvocati, ai colleghi, ai superiori. Ascolta la tua coscienza.
Racconta la verità.
Luca
postato da: sulfureonline alle ore 12:00 | link | commenti (7)
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mercoledì, 14 novembre 2007

Farina del tuo sacco. Di merda

Renato Farina, vicedirettore del quotidiano Libero che fu sospeso dall'Ordine dei Giornalisti per un anno dopo aver ammesso candidamente di aver manipolato e inventato notizie di concerto con il Sismi, in particolare riguardo a gruppi islamici in Italia, oggi firma un agghiacciante editoriale sulla prima pagina del giornale diretto da Vittorio Feltri dedicato a quelle che titola ''Imprese extracomunitarie'', ovvero la rapina nella villa del medico milanese finita con la tragica morte dell'uomo, sofferente di cuore.

L'ineffabile Farina si sofferma sulla rivelazione del figlio della vittima, che dichiara agli inquirenti "i ladri avevano un accento dell'Est", per ricordare ancora una volta come Prodi e Veltroni facciano di tutto per aumentare la criminalità in Italia, aprendo le frontiere.

Ora, premesso che Farina andava radiato dalla professione e ha salvato il culo solo perché anche tra i giornalisti, come in tante altre categorie, gli amici di Silvio ci sono e sono tanti;

premesso anche che la Romania è in Europa e non per decisione del Governo Prodi, e forse Farina dovrebbe interrogarsi un momento sul senso della parola extracomunitario, che non significa, come lui pensa "negro e/o clandestino di merda", ma ''persona che non ha la cittadinanza all'interno dell'Unione Europea", come anche gli svizzeri e gli statunitensi...

premesso che se io fossi rumeno e facessi una rapina in una villa italiana con complici rumeni parlerei la mia cazzo di lingua, non un italiano stentato con accento dell'Est, a meno di non avere presente uno o più complici italiani che non capiscono la mia cazzo di lingua...

e premesso che - solo per fare un esempio - anche Erika, a Novi Ligure, accusò dell'omicidio della madre e del fratellino non meglio precisati extracomunitari, e poi sappiamo che la storia in realtà era andata in modo leggermente diverso...

premesso tutto questo, dicevo, un rumeno che arriva in Italia senza soldi e senza lavoro, scappando da un Paese messo in ginocchio dalla dittatura comunista di Ceausescu, senza avere avuto accesso all'istruzione primaria, senza avere avuto accesso ai mezzi di informazione, senza avere avuto la possibilità di sentire ogni santo giorno la salvifica parola del Papa, senza nemmeno il sacrosanto sfogo di sprangarsi con altri rumeni o con la polizia una domenica sì e una no, che laggiù non si usa (barbari), secondo me qualche piccola attenuante se ha un'etica zoppicante e commette reati ce l'ha.

Ma Farina, per essere il sacco di merda che è, che attenuanti ha?

postato da: sulfureonline alle ore 19:32 | link | commenti (18)
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domenica, 11 novembre 2007

Brividi.

Chi ci priva della libertà in nome della sicurezza,
non si merita nessuna delle due cose, nè la libertà, nè la sicurezza.
(Henry Adams)

Il nazismo è la forma istituzionale di una paura molto diffusa:
la paura dell'altro.
(Luce d'Eramo)

Se è così, ci siamo vicini. Fottutamente vicini.
Di nuovo.
E all'improvviso fa molto più freddo, stanotte.


postato da: sulfureonline alle ore 02:48 | link | commenti (6)
categorie: citazioni coltealvolo