volevamo la verità, e volevamo giustizia.27 giugno 2001, ore 19.13
Ultimo tentativo.
Direttore: Buonasera… sto cercando una segretaria personale, giovane ma con esperienza. Qualcuna è interessata a un colloquio preliminare?
Brusio.
LOLY x Direttore: io sarei interessata…
Direttore x Loly: posso sapere la sua età?
LOLY x Direttore: 23 anni, sono troppo giovane?
(perfetto)
Direttore: no, affatto… ma la avviso che sono molto selettivo.
LOLY x Direttore: mi parli del mio lavoro… che cosa dovrei fare?
(brava, sta al gioco senza esporsi… sofisticata. Intelligente)
Direttore: come dicevo prima, sto cercando un’assistente personale… giovane, sveglia, e che all’occorrenza sappia da sola dove mettere le mani… pensa di essere adatta?
LOLY x Direttore: certamente…
Direttore: posso sapere di dove è lei?
LOLY x Direttore: Napoli, sono solare e caliente. E lei?
(merda)
Disconnesso.
27 giugno 2001. ore 21.35
Cinque tacche di campo. Due di batteria. Ho lasciato il caricatore al lavoro… e mi bruciano gli occhi.
Fa caldo, e mi si appiccicano addosso i vestiti e le idee. Voglia di mordere… da tanto non mordo.
E’ difficile cacciare. E’ difficile cacciare in rete. Devi muoverti come un lupo, ma avere il sorriso dell’agnello. Devi avere lo sguardo dell’aquila, per cogliere tra decine di “vogliosa”, “arrapata”, “troia”, quella giusta. Quella vera. Devi avere la velocità del ghepardo, per raggiungerla prima degli altri. L’astuzia della volpe, per stimolare la sua curiosità fin dal primo approccio. E la pazienza del ragno, per chiuderla nella tua rete. Una rete nelle rete. Dai ragazzi dello zoo di Berlino allo zoo dei ragazzi di Milano. Sempre di bestie si tratta, in fondo.
Ho sempre pensato che internet fosse fine a sé stesso.
Mi sbagliavo.
Mi chiamo Sulfureo. Sono alto 1.84, peso 73 kg. Sono di carnagione chiara. Ho i capelli rossi e il pizzetto. E sono un serial killer.
Bello, vero? Sapeste come funziona… nemmeno se dicessi che sono una rockstar, o George Clooney, attirerei così le ragazzine.
Non so come si chiamano. Non mi importa di saperlo. Siamo tutti molto più complicati di un nome. Io guardo dentro di loro. Prima con la lente d’ingrandimento dello schermo… davanti a uno schermo, tutti si tolgono la maschera. Il loro viso non conta più, il loro corpo non conta più. Conta solo quello che scrivono. Frasi, pensieri, emozioni.
Giada era speciale. Era acuta… aveva il senso della frase. Forse un po’ ingenuo, ma a vent’anni era già tanto. Ed era bella. Ma fragile. Altrimenti non si sarebbe rotta…
Ma tutti i giocattoli, prima o poi, si rompono. E devi comprarne di altri, se vuoi continuare a divertirti.
Io avevo trovato un negozio di giocattoli straordinario. La chat di mtv.
(continua)