Ho visto un tramonto da te, senza te, un tramonto come quelli miei, quelli che non vedo da secoli, meno ampio dei miei ultimi e più dei miei penultimi, il tramonto che mi hai voluto regalare, stando in disparte come spesso fai, col tuo calice fra le mani e l'odiata miccia fra le dita. Più rumoroso di ogni mio tramonto, se escludo Roma mia bella e tutto il caos insopportabile e amato.
Come te, insopportabile e amato oltre ogni logica irrazionalità.
Tu che ci sei quando vorrei che andassi via e che sparisci, come ora, che vorrei tenerti qui oltre il lecito, oltre la me che sempre hai visto e conosciuto.
Ci sono infinite gru e nuvole e un futuro incerto che domani sarà già nervi tesi e che solo tu potrai distendere come sempre fai e come mai, mai, vorrei mi rinfacciassi.
Oltre tutto il dolore che ti provoco, ci sono, anche quando, clandestina di me, nascondo ogni mio gesto.